In questi giorni di intensa campagna elettorale, ho visto due Ligurie. Quella che si è arresa e quella che combatte.

Qualcuno è deluso, stanco, amareggiato. Ci ha provato e ha delegato la soluzione dei suoi problemi a una classe politica che si è rivelata inadeguata, troppe volte disonesta, carrierista, bugiarda. Un vero e proprio ceto politico, e neanche di alto livello.

Qualcun altro, invece, non si è rassegnato. Anche di fronte alle comunità naturali si è rimboccato le maniche, ha ritirato su la propria attività, guarda al futuro, con realismo ma anche con volontà. Ed è questa la Liguria con la quale ho avuto piacere di confrontarmi, con cui scambiare opinioni in modo franco, condividendo una passione comune, quella per la nostra terra.

Con loro ho avuto modo di parlare di molti argomenti, ma soprattutto di ascoltare. E in queste occasioni ti rendi conto che il tempo è tiranno, ti rimane sempre l’amaro in bocca perché avresti potuto fare più di quello che realmente hai fatto. Ho conosciuto gente appassionata del proprio lavoro, che ama la propria città e che è sinceramente dispiaciuta di essere stata mal rappresentata per tutti questi lunghi anni.

Sono di natura curiosa, per cui queste elezioni sono, per me, un punto di partenza. Un partito nuovo da costruire, un messaggio politico da sviluppare, una nuova avventura personale. Non è finita qui…

Preparatevi, sto arrivando!