Preferenze di testa, preferenze di cuore. Ma che preferenze siano… di Nando Dalla Chiesa

Ehi, arrivano le elezioni, lo sapete? E che cosa pensate di fare voi che andate a votare? La darete o no la preferenza? Datela, zucconi che non siete altro, datela. Se voi non la date, le preferenze della ‘ndrangheta varranno tre o quattro volte in più. E con pacchetti elettorali modesti avranno con certezza il loro consigliere e magari il loro assessore. Meditate gente, meditate. Meditate anche su quello che succede in Campania. E sulla censura imposta a Saviano. Davvero è in corso una mutazione genetica di quel che fu il Pci-Pds-Ds, che non fu senza errori e schifezze, ma ebbe qualcosa di nobile? Ero in piazza Duomo una sera dei primi anni ottanta quando Berlinguer denunciò la mutazione genetica del Psi. E quella denuncia disperata mi torna in mente, pensando oggi a quello che in gran parte fu il suo partito. Ne ha parlato lo stesso Franco La Torre nel suo libro, a proposito del trattamento (incredibile, vi assicuro) riservato alla memoria di suo padre. Domanda: un partito serio può candidare una persona ineleggibile? Anche per questo non credo che queste elezioni saranno una passeggiata per il Pd. E forse non sarà male: per ridare (o dare per la prima volta) a un po’ di persone l’umiltà che rende grandi i politici.
Ma poiché non si tratta di prendere o rifiutare in blocco i partiti ma di scegliere le persone (esattamente come fanno le mafie, che sono più furbe), qui vi dico che se fossi cittadino di Corsico voterei come sindaco Maria Ferrucci, che ha avuto il coraggio di battersi sin dall’inizio del suo mandato per la causa della legalità e ha dato prestigio nazionale alla sua cittadina, per troppo tempo “il giardino di casa” (uso un’espressione di Borsellino) dei clan calabresi. Quando ci sono queste opportunità di costruire un’Italia più pulita non facciamocele scappare.
Se invece fossi a Genova, la città che ancora porto nel cuore, voterei di corsa come consigliere regionale Manuela Parasi, numero due della Rete a Sinistra. Lo farei per riconoscenza e affetto, perché Manuela e Carlo, suo marito, mi hanno ospitato spesso a casa loro circondandomi di affetto e aiutandomi nei momenti difficili, loro con i loro ragazzi. Ma lo farei anche e forse soprattutto per stima. Perché Manuela è grande insegnante e pochi come lei oggi sono adatti a rappresentare la domanda di difendere il valore della scuola pubblica. Di fronte a tante squinzie, una donna solare, colta e battagliera.
Naturalmente dico quel che farei, senza escludere che altre persone meritino altrettanto in questa e altre liste. In ogni caso mi fa piacere che con Manuela, anche se nel listino bloccato, ci sia anche la grande Alessandra Ballerini, l’avvocato che passa la vita a difendere i più deboli e che ha scritto per Melampo un libro tenero e sconvolgente (“La vita ti sia lieve”). Se poi i blogghisti hanno persone per bene da segnalare (fidate però, non di quelle che “non rubano”; non basta, devono sapere combattere i ladri) lo dicano firmandosi. Chissà mai.

(articolo pubblicato sul blog di Nando Dalla Chiesa)