Dall’avvio dell’anno scolastico a seguito della presentazione della  Buona Scuola, sono stati realizzati scioperi,  iniziative di vario genere, assemblee aperte, confronti e flash mob.

Alcuni di tali eventi sono stati organizzati dai sindacati, ma  prevalentemente da  colleghi  che, nonostante il lavoro personale e  interno alla scuola nella quale operano, investono tempo ed energie proprie perché credono profondamente in  una idea  di scuola diversa da quella proposta dal Governo Renzi. L’ultimo evento, la fiaccolata di venerdì sera, è stata la prova di quanto la gente creda nell’importanza della scuola pubblica, quella della nostra Costituzione e di quanto sia in grado di fare per difenderla.

Per quanto mi riguarda, dopo anni passati a resistere e protestare (almeno 20!!!!!!) dopo Moratti, Gelmini fino allo sfacelo attuale, ritengo che qui, ora, in Liguria non possiamo credere di aver finito di lottare dopo aver espletato il nostro diritto di voto.

Oggi più che mai è  necessario il supporto reale, concreto, personale di tutti, non basta il passaparola o la condivisione “in rete”; è indispensabile che la società civile ci veda e capisca che la nostra protesta non ha solo l’obiettivo di  ostacolare un disegno di legge che non appartiene almeno al 67% dei docenti della scuola (percentuale astensione per sciopero del 5 maggio), senza contare genitori, associazioni genitori e di categoria, cittadini, esperti, intellettuali…, ma anche per far capire quale sia la nostra idea di scuola e i motivi per cui non vogliamo la Buona Scuola di Renzi e Giannini!

Venerdì sera, immersa nel lungo serpente illuminato che, partendo da Caricamento, ha percorso in silenzio alcune strade cittadine per giungere a San Lorenzo, ho sentito che forse ce la possiamo fare, ho nuovamente avvertito quella vicinanza con i cittadini che sentivo durante le grandi manifestazione al tempo della Moratti, quando la gente ci fermava per strada per chiedere, capire e magari si univa al corteo perché la scuola è un bene comune, non si tocca, non si rovina. Non so quanti fossimo, comunque tantissimi per essere un venerdì sera, caldissimo e ricco di tante iniziative cui partecipare.

La nostre scuole si meritano una riforma e sfatiamo il luogo comune secondo il quale gli insegnanti  ostacolerebbero, comunque,  ogni rinnovamento: il mondo della scuola delle buone pratiche, quindi insegnanti e tutti coloro che con la scuola degli Organi Collegiali collaborano, avevano già dal  2006 indicato cosa ritenevano si dovesse fare per migliorare la scuola pubblica; la Legge di Iniziativa popolare per una Buona Scuola pubblica, conteneva tutto ciò che era necessario sapere a chi avesse voluto ascoltare.

Quale occasione persa per il nostro Ministro e per il Presidente del Consiglio che si dicono così interessati alla scuola pubblica, ma non hanno preso una posizione ufficiale verso la Lip seppure atto depositato in Parlamento.

Non fermiamoci, la scuola va sì cambiata… ma non a prescindere da ciò che il mondo della scuola ritiene utile per migliorarla. Teniamoci in contatto!

Manuela Parasi, candidata alle elezioni regionali con Rete a Sinistra